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Fabiana Sorrentino - L'intervista

INTERVISTA COMPLETA

FABIANA
SORRENTINO


A Tinte Forti: L'Anima della Moss Art

Biografia

Classe 1975, Fabiana Sorrentino nasce nell'arte, tra i banchi del liceo, coltiva le sue passioni artigianali fin da ragazzina, ha molto estro e un’ottima manualità, ed è una appassionata di arte. Studia da umanista, si diploma al liceo Classico, si laurea in Conservazione dei beni culturali e si specializza prima in Management della cultura e poi in Organizzazione di eventi e matrimoni.

Segue diversi corsi di formazione e anche pratici, tra cui due Masterclass di flower design, due corsi di bozzetto, uno per la creazione di kokedama, e poi, finalmente, incontra la moss art. Dopo due corsi intensivi in cui impara la tecnica, Fabiana sperimenta fino a trovare uno stile fiorito molto personale e simbolico.

Nel luglio 2024 dall’incontro tra la creatività di Fabiana e la potenzialità espressiva del moss, nasce un artigianato dalla spiccata personalità - A tinteforti, come il nome del suo brand - che spazia dal design di interni alle cerimonie, dalla bigiotteria agli accessori moda. Il suo marchio unisce ai desideri di una personalità sfaccettata - che attraverso l’arte vuole contagiare, ispirare, emozionare -, agli obiettivi di una donna che fa arte per affermare sé stessa e il suo essere nel mondo, non solo come madre, ma innanzitutto come persona.

La sua poetica ha tre temi principali interconnessi:

  • La ricerca o l’affermazione del valore personale: La necessità di mettersi a fuoco, trovare le proprie tinte forti e poi “fiorire”, mostrandosi al mondo - senza paura di non “essere abbastanza”, di “invecchiare”, di “appassire” o “scolorire”.
  • La naturalezza: I materiali adoperati nella moss art sono naturalmente mutevoli e caduchi. L’artista li usa simbolicamente per normalizzare le imperfezioni contro la società del perfezionismo.
  • Le seconde opportunità: Vedere bellezza e potenzialità dove altri vedono materiali “di scarto”. Il messaggio è: ciò che gli altri considerano un difetto può diventare una forza.

In un solo anno di attività, Fabiana ottiene una serie di riconoscimenti e pubblicazioni di rilievo e viene rappresentata da importanti gallerie d'arte, ottenendo un coefficiente d'artista che la proietta ufficialmente nel panorama degli artisti emergenti contemporanei.

Come è nato il tuo interesse per l’arte?

Sin da piccola ho avuto una propensione per l’artigianato handmade, che regalavo ad amici e parenti. Ho poi cercato di fare della mia passione un lavoro: organizzavo feste-lab per bambini, creavo bomboniere e addobbi a mano per feste e cerimonie… e poi il Covid ha rivoluzionato tutto. Nel frattempo però io seguivo corsi di cucito, bozzetto, flower design, kokedama e moss art, certamente non immaginando che presto avrei scelto di fare l’artista!

Quali sono state le tappe più significative della tua formazione e crescita artistica?

Sono di formazione umanistica: dopo la maturità classica, ho preso la laurea in conservazione dei beni culturali, mi sono specializzata e ho lavorato nell’ambito del management della cultura. Mi sono avvicinata alla moss art innanzitutto per curiosità personale, attraverso un corso per principianti, poi ho approfondito, con la stessa insegnante, tecniche e materiali in altre due sessioni high level. Come artista, poi, ho frequentato una Accademy grazie alla quale ho imparato a definire la mia poetica, a comunicare in maniera sintetica ed efficace con vari tipi di interlocutori, a presentare un portfolio e a conoscere le principali figure di riferimento del settore ARTE.


A Tinte Forti: Armonie Vegetali

Ci sono artisti, movimenti o esperienze che hanno influenzato maggiormente il tuo modo di esprimerti?

Tra i miei idoli ci sono artiste delle composizioni floreali e naturali applicate alle scenografie, ai gioielli e alla moda: Francoise Weeks e Iza Tkaczyk in primis. Riguardo la moss art invece penso di essere un’apripista, almeno sul versante del raccontarsi attraverso muschi, licheni, piante e fiori stabilizzati. Da sempre infatti la funzione estetica è preponderante nella moss art.

Come descriveresti la tua ricerca in breve?

Come la sfida di una donna alla sua realizzazione personale, in barba ai ruoli che la società patriarcale, più o meno consciamente, la chiama a ricoprire. Ogni opera è ricerca delle mie personali tinte forti, comunicazione del mio valore e della scelta personale di occupare il mio posto nel mondo innanzitutto come donna - e poi come moglie e madre -, con i miei punti di forza e soprattutto di debolezza, che fanno la mia unicità.

Che materiali usi nei tuoi lavori?

Uso una materia prima non durevole, ma stabilizzata, ossia trattata per durare il più a lungo possibile: muschi, licheni, piante e fiori la cui fragilità è fermata nel momento della massima fioritura: nulla di più adatto al mio messaggio! Talvolta, oltre gli elementi naturali su citati, si usano legnetti, conchiglie, radici, e io ho anche sperimentato l’uso di sughero e bottoni di vetro.

Ci sono temi o elementi specifici che ricorrono nelle tue opere?

Il mio lavoro ha tre pilastri principali: creatività, arte e colore. La creatività è scoperta e superamento dei blocchi; l’arte è il luogo della fioritura personale; il colore è espressione di passione e personalità. Inoltre, simbolicamente, la stabilizzazione della fioritura rappresenta la consapevolezza del proprio valore, mentre l’invecchiamento è un riferimento alla necessità di accettare l’evoluzione e il limite personale.

"Prendetevi i vostri spazi, datevi importanza e trovate un modo originale per fiorire!"

Come nascono i tuoi progetti?

C’è quasi sempre un’esigenza forte di base: un bisogno urgente di una narrazione. Poi arrivano le emozioni: entrare in me stessa per ricordare cosa non vorrei dimenticare. Infine c’è la selezione estetica: dal medium alle materie prime naturali, ai colori da prediligere.

Ti piace sperimentare o preferisci un linguaggio coerente e riconoscibile?

Il mio linguaggio ha una coerenza stilistica di base, legata all’essere “fiorita” e “colorata”. Parimenti, trovo vitale la sperimentazione e difatti spesso cambio medium o stile compositivo in base alle necessità e al messaggio finale.



A Tinte Forti: Armonie Vegetali






Dettaglio Materico - Fabiana Sorrentino

Come gestisci la tensione tra fase creativa e dialogo con il pubblico?

L’introspezione rappresenta la scintilla senza la quale la mia arte non troverebbe modo di accendersi. Tuttavia, non ho mai prodotto un’opera senza aver ben presente che messaggio dovesse portare nel mondo, per che motivo mi stessi dando voce.

C’è un’opera che consideri particolarmente importante per la tua carriera?

“Nel flipper dei miei pensieri”: le devo tanto. Parla di me come donna e del carico mentale di tutte le donne, rimpallate tra doveri e desideri. Essa ha il potere di attirare a me persone che di quel messaggio sentono l’eco profonda e vibrano alla mia stessa frequenza.

Qual è il ruolo dell’arte nella società contemporanea?

La paragono alla funzione della satira: sono luoghi di libera espressione e riflessione su problemi spesso disattesi. Cerco di normalizzare l’imperfezione e dare seconde opportunità a ciò che gli altri scartano. Il risultato è una sensorialità immersiva. A tinteforti, insomma!

Qual è l'eco emotiva più essenziale che le tue opere dovrebbero generare?

Uno su tutti: volere è potere. Abbiamo tutti un potenziale enorme. Alle donne dico: prendetevi i vostri spazi, datevi importanza al pari di coloro che dipendono da voi e trovate un modo originale per fiorire!

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