Biografia
Francesco Santangelo, conosciuto nel mondo dell'arte come Benz, porta con sé un'eredità culturale profonda, cresciuto tra le eccellenze del Ministero dei Beni Culturali e l'alta moda. Questa fusione tra istituzione e creatività pura ha dato vita a un linguaggio visivo dinamico ed esplosivo.
Il suo percorso lo ha visto esporre accanto a grandi maestri e confrontarsi con artisti internazionali, trovando in figure come Mark Kostabi e Mario Schifano fonti di continua ispirazione. La sua arte è un "viaggio senza freni" alimentato da un'ispirazione costante e un istinto cromatico inarrestabile.
Come è nato il tuo interesse per l’arte?
Fin da bambino. Mia madre è stata sarta di alta moda per maisons importanti, poi ha lavorato al Ministero dei Beni Culturali come mio papà e mia sorella; ho respirato e visto arte praticamente tutti i giorni.
Quali sono state le tappe più significative della tua formazione e crescita artistica?
Sicuramente la Mostra Internazionale RomArt che mi ha dato modo di confrontarmi con artisti provenienti da tutto il mondo e l’opportunità di esporre accanto a Paola Romano ed Ennio Calabria. Inoltre, conoscere Mark Kostabi e incontrarlo a Roma di frequente è fonte di stimolo e ammirazione, sia per il suo vissuto artistico a New York sia per il suo apprezzamento alla mia arte, mi riempie d'orgoglio.
Ci sono artisti, movimenti o esperienze che hanno influenzato il tuo modo di esprimerti?
Sicuramente sono rimasto attratto e affascinato da Basquiat e Mario Schifano ma, spaziando anche nel passato, Perugino, Botticelli e la Morisot.
Come descriveresti la tua ricerca in breve?
La mia ricerca artistica, in continuo svolgimento, è sempre in volo a braccetto con un bagaglio che non può mai mancare: ”l'ispirazione”, esplorando nuovi mondi artistici, evolvendosi, ma senza mai accontentarsi, d'altronde, senza freni il viaggio artistico non potrà fermarsi mai.
Ci sono temi o elementi specifici che ricorrono nelle tue opere?
Scenari e personaggi immaginifici.
Come nascono i tuoi progetti?
I miei progetti nascono spesso dalle emozioni e dagli impulsi che mi offrono i colori quando incontrano la tela e via via prendono forma a partire dal connubio tra istinto e anima.
Ti piace sperimentare o preferisci un linguaggio coerente e riconoscibile?
L’arte per me è continua ricerca e quindi sperimentazione. Chi fa arte non si ferma mai, è in continuo movimento. Certo, mi piacerebbe anche, tramite colori e forme, poter essere riconosciuto... e sentire magari l'espressione: “quello è un... Benz!” 😊
Come gestisci la tensione tra fase creativa e dialogo con il pubblico?
Immergendo tutto me stesso nella tela, nella speranza che, a lavoro finito, possa comunicare e trasferire le mie emozioni ed essere compreso dal pubblico.
Quanto conta per te il contesto espositivo?
L'ambiente e il contesto hanno decisamente un valore importante. È la ciliegina sulla torta, una sorta di premio per il proprio lavoro; mostrare le opere in certi contesti offre loro maggiore luce e visibilità.
Qual è il ruolo dell’arte nella società contemporanea?
Un ponte tra passato, presente e futuro; una linea di congiunzione per rendere l'arte fruibile e visibile a tutti, rendendola così immortale.
In che modo la tua esperienza personale influisce sul processo creativo?
Molto, già il mio nome artistico, Benz, identifica la mia persona: dinamica, energica ed esplosiva (come la benzina). Incide molto nelle mie opere dove trasferisco tutto ciò che ho descritto attraverso i colori e le tecniche.
Qual è l'eco emotiva che vorresti generare?
L’emozione più grande sarebbe poter trasferire a chi visiona le mie opere il piacere che provo nel crearle, trasmettendo ai loro cuori i colori dei miei dipinti così da rimanere indelebili nelle loro menti.
